MONITORAGGIO - SANIFICAZIONE - IGIENIZZAZIONE

IMPIANTI DI TRATTAMENTO  ARIA E CLIMATIZZAZIONE

TECNOLOGIE, PRODOTTI ED ATTREZZATURE PER LA PULIZIA E L’IGIENIZZAZIONE PROFESSIONALE

SETTORE RESIDENZIALE

Bonifica e sanificazione di impianti di climatizzazione e di ventilazione meccanica controllata di tipo residenziale

SETTORE COMMERCIALE

Bonifica e sanificazione di impianti di climatizzazione, deumidificazione e di trattamento aria di tipo commerciale

SETTORE INDUSTRIALE

Bonifica e sanificazione di impianti di climatizzazione, deumidificazione e di trattamento aria di tipo industriale e di processo produttivo

SANIFICAZIONE

UNA NECESSITÀ, UN’OPPORTUNITÀ, UN OBBLIGO.

Un impianto di trattamento dell’aria porta l’aria alla temperatura richiesta e la dota del corretto grado di umidità negli ambienti in cui viviamo, lavoriamo, ci incontriamo. Ma porta “solo” aria? E quest’aria è sempre aria “sana”? No: se non correttamente controllato e manutenuto, può portare anche altro: agenti patogeni, chimico fisici e micro- biologici. Quindi non sempre l’aria che esce da un impianto è quella che desidereremmo respirare. Che cosa possiamo fare? Ispezionare regolarmente e sanificare l’impianto: per vivere meglio, per far funzionare in modo più efficiente l’impianto e per rispettare la legge.

 

CHE COSA SIGNIFICA SANIFICARE?

Significa ridurre al minimo il rischio di contaminazione chimica e microbiologica in tutte le componenti costitutive di un sistema di climatizzazione. Più concretamente significa conoscere l’impianto e i rischi che comporta, individuare e valutare le componenti contaminanti, asportare queste componenti salvaguardando e migliorando la funzionalità dell’impianto e proteggendo da rischi di contaminazione persone e cose e trattare gli elementi costitutivi dell’impianto in maniera da prolungare il più possibile la condizione igienico sanitaria ottimale. Sanificare è un’operazione tecnicamene complessa: richiede conoscenza dell’aeraulica, degli elementi dell’impianto, strumentazione specifica e competenza nell’utilizzo di prodotti che diano il risultato atteso e salvaguardino la funzionalità dell’impianto.

DOVE SANIFICARE

UN SISTEMA DA TRATTARE IN OGNI SINGOLO ELEMENTO

L’intervento di sanificazione interessa tutti i componenti dell’impianto di trattamento aria che possono venire a con- tatto con l’aria respirabile:

l’Unità di Trattamento dell’Aria (U.T.A.), in tutti i suoi elementi costitutivi

- canale di miscela

- sezioni filtranti

- sezioni ventilanti

- batterie di scambio termico

- vaschette di raccolta della condensa

- sezioni di umidificazione

- separatori di gocce

- silenziatori

i canali di trasporto e prelievo del aria e tutti gli accessori ad essi allacciati;

tutti i sistemi di diffusione: diffusori e bocchette

le griglie di presa dell’aria esterna, le griglie di ripresa dell’aria ambiente;

i singoli terminali di diffusione del calore o del condizionamento

- ventilconvettori

- umidificatori e deumidificatori

- condizionatori e climatizzatori

le torri evaporative

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PERCHÈ SANIFICARE?

UN IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE APPENA REALIZZATO È PERFETTO. MA QUANTO TEMPO DURA QUESTA PERFEZIONE? POCO...

PER LA SALUTE

Le polveri sono dannose di per sé, lo sappiamo: ma non solo: sono anche il luogo di incubazione di virus, microbi e batteri, perché  là dove si trovano polvere e umidità  esistono le condizioni ideali di proliferazione batterica. Entrambe queste situazioni sono causa di danni a chi vive o lavora dentro spazi confinati.

 

Un impianto non sanificato causa malattie per i lavoratori, un danno grave per la salute dei soggetti inconsapevolmente esposti a questo rischio. Un danno alla salute sia che si tratti di patologie evidenti sia che si tratti di un “semplice” deterioramento delle condizioni dell’ambiente lavorativo.

 

I danni alla salute dei lavoratori sono inoltre danni economici per l’azienda: mancata produzione e oneri operativi di sostituzione della risorsa, ma anche responsabilità penali per il datore di lavoro.

 

PRODOTTI PROFESSIONALI

E USO QUOTIDIANO

Grazie a questa esperienza, CLIMACLEAN oggi è in grado di presentare, la propria gamma di prodotti PROFESSIONALI idonei alla pulizia, sgrassaggio, sanificazione ed igienizzazione di tutti gli impianti di climatizzazione civili ed industriali, e non solo. Inoltre dispone di una gamma di prodotti di alta qualità idonei alla sanificazione ed igienizzazione della persona e delle cose di utilizzo quotidiano, derivanti dallo studio, dalla sperimentazione e dalla combinazione di sanificanti ed igienizzanti usati nella normale attività lavorativa e riadattati per l’uso quotidiano.

LE NOSTRE TIPOLOGIE DI PRODOTTI:

  • detergenti, sgrassanti e disincrostanti ad uso professionale

  • igienizzanti e sanificanti ad uso professionale

  • igienizzanti e sanificanti per uso quotidiano

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PER MANTENERE L’EFFICIENZA

Un impianto sporco è un impianto inefficiente, per alcune semplici ragioni:

 

• la polvere intasa passaggi chiave dell’aria rendendo più oneroso il lavoro del motore ventilatore che spinge l’aria in circolo con maggiori consumi di energia elettrica;

• la presenza di acqua stagnante all’interno delle vasche di raccolta condensa oltre a creare le condizioni ideali per la proliferazione batterica comporta un prematuro invecchiamento e deterioramento dei materiali dovuto alla corrosione;

• una macchina stressata ha un’usura più rapida e prestazioni calanti nel tempo: rischia di richiedere maggiore manutenzione e di dover essere sostituita prima di quanto non ci si aspetti;

• qualsiasi intervento di manutenzione ordinaria si presta al rischio di dover diventare un intervento di sostituzione di pezzi per mancata pulizia.

 

Studi recenti sono riusciti a determinare che la perdita di efficienza per mancata manutenzione raggiunge picchi del 30%, con conseguenti superiori costi in termini di consumi elettrici, aggravi ai costo di manutenzione straordinaria dovuti alla sostituzione di parti usurate in modo prematuro, fermi macchina e tempi di riparazione più lunghi.

PER RISPETTARE LA LEGGE

Esiste una consistente quantità di strumenti normativi che si occupano dell’argomento da differenti angoli visuali (qualità dell’aria, sicurezza, salute, efficienza degli impianti, prevenzione delle malattie).

 

Non esiste ad oggi un testo unico e univoco, ma si deve collegare il sistema di disposizioni esistenti per formare un quadro della questione e sapere quali sono gli obblighi in essere.

 

Il Decreto Legislativo n.81 del 2008 stabilisce regole precise per il contenimento del rischio da agenti biologici.

 

All’articolo 64 prescrive che i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori e impone che i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate.

La procedura di massima è definita dalle disposizioni contenute in due Linee Guida della Conferenza Stato Regioni, quelle emesse il 5 ottobre 2006 e quelle emesse il 7 febbraio 2013, in cui si stabilisce l’obbligo della sanificazione come prassi manutentiva (Artt. 2.1, 2.2, 2.2.1, 2.2.2 e 2.2.3 delle Linee Guida 05/10/2006 manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione) l’obbligo di effettuare un’ispezione visiva e tecnica secondo regole definite (All. IV, V e VI Linee Guida 07/02/2013 Valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria).

La normativa sanziona la mancata definizione del rischio, il mancato controllo, la mancata manutenzione e stabilisce anche profili penali (lesioni colpose, tentato omicidio colposo e omicidio colposo) nei confronti del datore di lavoro contro il quale i lavoratori si possono rivalere, attribuendogli responsabilità precise rispetto a danni alla salute subiti a causa di un ambiente di lavoro non a norma.

 

Il Decreto del Presidente della Repubblica 74 / 2013 stabilisce a sua volta una serie di punti molto chiari: l’impianto è accatastabile nel Catasto Regionale solo se è a norma, dove per norma si intende non solo l’efficienza, ma anche la sicurezza di persone e cose. All’Art. 6 si determina che la delega della responsabilità dell’impianto a un terzo è possibile solo se l’impianto è a norma e – nel caso in cui non lo sia o subentrino normative più stringenti il terzo responsabile informa il delegante degli adeguamenti necessari. E all’Art. 7 si determina che installatori e manutentori devono comunicare per iscritto quali sono le operazioni da effettuare per garantire la sicurezza di persone e cose e con quale frequenza devono essere effettuate.

 

Infine le norme uni UNI EN 13779 e 10339 (incorporata nella 13779, ma ancora elemento di riferimento per molti enti e istituzioni che emettono capitolati come le ASL) formulano indicazioni precise sui parametri di valutazione della qualità dell’aria indoor (EN 13779, pur senza entrare nel merito di definizioni di massima carica batterica e di eventuale carica batterica specifica per tipologie di agenti patogeni considerate particolarmente pericolose) e indicazioni circa la pulizia dei sistemi di ventilazione.

LA NORMATIVA RILEVANTE

• Linee Guida Stato Regioni 05.10.06 | artt. 2.1 e 2.2 Protocolli tecnici di manutenzione predittiva

• Decreto Legislativo 81/2008 | artt. 62-63 e all. IV 19.1.4-5 Tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

• Linee Guida Stato Regioni 07.02.13 | all. IV, V, VI Valutazione dei rischi correlati all’igiene

• Linee Guida Ministero Salute 15.05.15 | capp. 5.1 e 5.6 Prevenzione e controllo della legionellosi

• Decreto Presidente della Repubblica 74/2014 | artt. 6 e 7 Esercizio, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione

• Norma UNI EN 13779 Ventilazione per edifici non residenziali

• Norma UNI EN 10339 Impianti aeraulici ai fini del benessere

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